• Biomeccanismo Posturale OG

    E'un principio fisico/meccanico che ci permette di vivere su questo pianeta con il minimo sforzo e senza stress fisico-psichico.
  • Ri-Equilibrio Biomeccanico

    Conseguire l'Equilibrio Meccanico del Corpo con il Biomeccanismo OG-OcclusioneGravità è vitale come mangiare e bere.
  • Risultati evidenti

    Con il Trattamento Bio-Posturale Meccanico OG si ottengono questi risultati. Il corpo si decomprime perchè sente meno l'effetto della gravità.
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Giovedì, 16 Luglio 2015 20:08

Testimonianza di una campionessa olimpica

Scritto da 

 

Questa è la testimonianza di Elena, campionessa olimpica di pallanuoto. 

 

Ci tengo a precisare LO SCOPO del Biomeccanismo Posturale OG ovvero quello di riportare in Equilibrio la persona a prescindere dalla condizione di salute.

 

Clicca sull'immagine per vedere il video (riprese amatoriali) della testimonianza di Elena presso La conferenza "Il Meccanismo che Sostiene Corpo e Psiche" :

Sto rispolverando le testimonianze e pian piano le aggiungerò al sito ma credo si sia capito che a me interessa che vi approcciate al Biomeccanismo OG non perchè ha funzionato su tizio o caio (perchè funziona su tutti indistintamente) ma perchè avete capito cos'è il Biomeccanismo OG e qual è la differenza tra il Meccanismo OG e tutti i trattamenti esistenti per il benessere della persona.

E' un grande orgoglio per me potervi mettere al corrente di quanto è potente il Biomeccanismo OG-OcclusioneGravità

Chi è Elena: wikipedia

 

Immagine tratta da : Intervista a Elena Gigli a E DI EMPOLI 

 Tra le onoreficenze anche quella della Presidenza della Repubblica come Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana.

 

Elena è davvero forte soprattutto umanamente e questo paese ha bisogno di persone come lei!

 

Ecco la sua testimonianza:

 

"Mi chiamo Elena e sono un'atleta. Ho iniziato a fare pallanuoto all'eta di 13 anni e ho giocato in nazionale nel ruolo di portiere per molto tempo.

La mia storia inizia nel 2007 con una serie di problemi. Ricordo che scherzando dicevo alle mie compagne : "il mio braccio sinistro non funziona più" perché non riuscivo ad allungarmi bene sulla palla. Nel frattempo è iniziato anche un fastidioso dolore all'anca e al ginocchio sul lato sinistro. La mia anca scattava fin da quando avevo 15 anni. La sensazione era che il femore uscisse dall'acetabolo per rientrare al momento in cui contraevo il gluteo. I medici lo avevano etichettato come una cosa genetica di poca importanza e stop. Stessa cosa per il ginocchio che scattava quando lo flettevo completamente. 

Al di la del dolore con il quale, entro un certo limite, un atleta è abituato a convivere, quello che più mi dava fastidio era il fatto di sentirmi limitata a sinistra. Mi sembrava di avere una zavorra di 20 kg attaccata a sinistra che mi tirava da quel lato, sia in acqua che fuori. 

Ho iniziato a esprimere il mio disagio a chi mi seguiva come atleta: allenatori, fisioterapisti, medici ecc. La risposta era sempre la stessa: tutti abbiamo un lato più debole. La tua sensazione è solo mentale. E cmq pari bene, sei in forma.

Ho iniziato a pensare che forse avevano ragione perché non avevo scelta, e la mia carriera agonistica è andata avanti. Europei a Malaga nel 2008, Olimpiadi di pechino nel 2008, mondiali di Roma nel 2009, europei di Zagabria nel 2010. 

La mia condizione fisica nel frattempo peggiorava. Era paradossale come più mi allenavo, meno mi sentivo in forma. Allenarmi non era più un piacere ma una tortura. Perché non dovevo combattere solo contro la fatica ma anche contro la forza di gravità che inesorabilmente mi portava a cadere a sinistra. Ero frustrata e triste. Ho fatto allenamenti piangendo di nascosto, piangendo anche dopo mentre la fisioterapista cercava di dare sollievo alla mia anca malandata. A forza di cercare aggiustamenti per stare in equilibrio il mio corpo ha iniziato a soffrire sulle articolazioni e i muscoli. Ero piena di dolori. 

Nel 2011 il ginocchio sinistro ha iniziato a darmi molto fastidio. La rmn diceva: menisco sx rotto. Alcuni medici che mi seguivano non volevano che mi operassi : "perché in acqua il menisco non da fastidio, e neppure i problemi posturali". Il problema secondo loro era la mia rotula, troppo alta per via di un problema congenito (che brutti geni che ho a detta dei medici!). Ho insistito per operarmi dopo che uno specialista mi ha finalmente detto che lo scatto che faceva il mio ginocchio era uno scatto meniscale e non rotuleo. Mi sono operata, lo scatto è sparito, la stabilità del ginocchio è migliorata ma tutto il resto, con mia grande delusione è rimasto uguale.

In tutto ciò è iniziato il mio pellegrinaggio tra medici, fisioterapisti, osteopati e dentisti. Dentisti perché documentandomi su internet ero entrata nel "magico mondo" dei problemi posturali che, a detta dei dentisti, possono essere collegati a una malocclusione.

Ho fatto 3 differenti bite che non mi hanno portato assolutamente a niente. Neanche a un minimo miglioramento. In compenso mi hanno svuotato il portafoglio.

Mi sentivo sola e un pò stupida, perché ero sola nella mia ricerca e alcune delle persone che mi seguivano come atleta e che avrebbero dovuto aiutarmi, non comprendevano il mio problema e pensavano mi stessi inventando tutto.

Nel frattempo maturavano in me la consapevolezza e la convinzione che il mio fosse un problema globale e non localizzabile all'anca o al ginocchio o a qualsiasi altra parte del corpo che mi dava fastidio. Continuavo a pensare alla correlazione tra la mia bocca e la postura. Purtroppo la maggior parte dei medici non concepisce questo concetto. E il più delle volte mi sembrava di essere una scema quando provavo a spiegare questa sensazione. 

Non avevo scelta, quindi ho continuato ad allenarmi per me stessa e per non darla vinta alle persone che pensavano mi inventassi tutto.. e cercassi delle scuse. 

Dopo l'operazione del 2011 ho perso il mio posto da titolare, sono rientrata, ho lottato per riprendermi il mio posto e ce l'ho fatta. Abbiamo vinto gli europei del 2012 a Eindhoven e ci siamo qualificate per le olimpiadi del 2012.

Dopo i mondiali di Barcellona ho toccato il fondo. Ero piena di dolori. Quello che più non riuscivo ad accettare era il fatto che ore e ore di allenamento peggiorassero  la mia condizione fisica, la mia tecnica e mi facessero sentire sempre più goffa e storta. Un'atleta non può accettare questo.

Non riuscivo più ad ascoltare le voci che dicevano che ormai ero "vecchia" e non più in grado di giocare ad alti livelli, quando in realtà i miei problemi sono iniziati quando avevo 21 anni e malgrado ciò sono riuscita a conservare il mio posto da titolare pur soffrendo ad ogni singolo allenamento.

Come conseguenza del fatto che avevo toccato il fondo, sono "fuggita" in Australia per giocare il campionato australiano, più semplice e breve di quello italiano e per cercare di lasciarmi comunque una porta aperta nella pallanuoto italiana. 

Tornata in italia ero arrivata al limite ed ero sempre più intenzionata a smettere. Ho  lasciato la nazionale. Non per questo però avevo smesso di credere di poter risolvere il mio problema.

Quindi, come spesso accade in questi casi ho optato per un ultimo tentativo: il Meccanismo OG di Maurizio Formia.

Ci siamo visti su skype la prima volta. E per qualche strana ragione mi sono fidata incondizionatamente di lui.

Quando ho provato il Supporto Ergonomico OG per la prima volta ho sentito subito che era diverso da qualunque altra cosa avessi provato prima. E non lo dico con l'arroganza di chi pensa di capire le cose al primo colpo. Lo dico perché è quello che realmente ho sentito.

Da subito ho sentito che il mio corpo finalmente "respirava". Cavolo riuscivo a muovermi senza cadere a peso morto a sinistra! Ho ricominciato ad allenarmi e con mia immensa meraviglia ho capito che ero finalmente sulla strada giusta. 

In meno di un anno sono avvenuti cambiamenti che non ho sperimentato neanche nell'arco di 16 anni di allenamenti. In acqua ho iniziato subito a sentirmi più simmetrica. La bracciata da entrambi i lati era più forte e completa. Riuscivo a correre! Cosa che avevo abbandonato da tempo. Dopo una seduta di allenamento il mio corpo non era più "accartocciato" e dolorante, ma avevo buone sensazioni. Allenarmi e faticare era diventato piacevole! La mia capacità polmonare è aumentata. Il mio addome è diventato forte e stabile. Mi sono asciugata di tutta la ritenzione idrica causata da compressioni varie e cattiva postura. Le mie gambe sono più forti. Riesco a fare esercizi in palestra che prima non riuscivo a fare.

La mia linea è cambiata notevolmente  non parlo del lato estetico, ma atletico, perché un atleta in buona forma fisica risponde agli stimoli in modo diverso.

Maurizio dice che il mio recupero è stato molto veloce e sono molto contenta di questo. Sento che c'è ancora qualcosa da migliorare. Il grosso è fatto e io sono tornata a sorridere. Ma più di ogni altra cosa ho ricominciato a sperare e a credere come fa un'atleta vero.

Forse non ho avuto i problemi gravi di tante persone che hanno utilizzato il Trattamento OG di Maurizio, ma il mio è stato un percorso comunque duro e difficile, mi sono sentita sola e sminuita tante volte. Ho perso più volte la speranza. Per questo mi sento immensamente grata nei confronti di Maurizio. 

Grazie per questo nuovo inizio. Grazie per aver messo la tua scoperta a disposizione delle persone e del mondo.

 

Elena.

"

 

Grazie a te Elena per questa tua testimonianza, di cuore.

Maurizio Formia OG-OcclusioneGravità

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Pubblicazione su Diritto.it del 15/04/2013

Sentenza del Tribunale di Torino del 25 agosto 2011

Articolo sulla rivista dell'Arma dei Carabinieri UNAC - aprile 2011

Il caso di Simone sul Messaggero - Articolo del 2011

 

 

 

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